Identità elettronica

Identificazione sicura

Professionisti della salute, personale ausiliario, pazienti e rappresentanti: tutte le persone coinvolte nel sistema CIP devono identificarsi in maniera inequivocabile con una identità elettronica.

Identità elettroniche (eID) per la CIP

Secondo il diritto federale, oltre alle comunità (di riferimento) devono essere certificati anche gli emittenti di strumenti d’identificazione per la CIP. Ad oggi (stato gennaio 2021) queste aziende hanno svolto con successo la procedura di certificazione per l’identificazione sicura:

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Domande sull'identità elettronica

I pazienti dove potranno ottenere le loro identità elettroniche per la CIP?

Dipende dall’offerta eID e CIP. Alcune comunità di riferimento intendono combinare la procedura per aprire una CIP con quella per l’ottenimento di una eID.

La votazione popolare del 7 marzo 2021 sulla legge federale sui servizi di identificazione elettronici avrà ripercussioni sull’introduzione della CIP?

No. Gli strumenti di identificazione per la CIP vengono emessi indipendentemente dalla legge federale sui servizi di identificazione elettronica (LSIE). Le condizioni in base alle quali uno strumento di identificazione per la CIP viene autorizzato e certificato sono disciplinate dalla legislazione in materia di CIP (cfr. art. 7 LCIP; cap. 4 OCIP, art. 8 OCIP-EDI), non dalla LSIE.

L'attuale introduzione della CIP non è quindi influenzata. A medio termine, tuttavia, gli strumenti di identificazione della CIP sarebbero presumibilmente sostituiti dall'Ie e adattati al suo regolamento, se la votazione fosse accettata. I principi tecnici degli strumenti di identificazione della CIP e dell'Ie(per quanto sono stati sviluppati oggi) sono in linea di principio compatibili.

Come deve identificarsi il paziente all’apertura di una CIP?

Il paziente può confermare la proprià identità esibendo un passaporto, una carta d’identità o un permesso di soggiorno secondo la legge sui documenti d’identità o la legge sugli stranieri (cfr. spiegazioni concernenti l’art. 17 OCIP). Se dispone già di uno strumento d’identificazione rilasciato da un emittente certificato ai sensi della LCIP, può usarlo per identificarsi. In alternativa può inviare per via elettronica una domanda corredata di firma elettronica qualificata secondo la legge federale.

Dal momento che l’identificazione video è ammessa nella procedura di emissione di uno strumento d’identificazione certificato (v. capitolo 13 «Identità elettronica»), ne consegue per analogia che deve essere ammessa anche per l’apertura di una CIP. Tuttavia, la decisione sull’ammissibilità di una procedura scelta dalla comunità di riferimento spetta all’organismo di certificazione.

Sebbene l’allegato 2 OCIP-DFI («CTO») non contenga prescrizioni in merito, si raccomanda di custodire una copia dello strumento d'identificazione per motivi di assicurazione della prova.

Una comunità (di riferimento) può scegliere quali identità elettroniche certificate accettare per l'accesso alla CIP?

La LCIP e le relative ordinanze prevedono che tutti i partecipanti alla CIP (pazienti e professionisti della salute) dispongano di un'identità elettronica sicura (eID) e che gli organi emittenti di mezzi d’identificazione siano certificati. Tuttavia, nessuna disposizione obbliga le comunità (di riferimento) ad accettare tutte le eID certificate. Ciò significa che possono decidere liberamente in merito. 

Va però tenuto presente che, almeno nella prima fase dell'introduzione della CIP, la quantità di eID certificate è limitata. Inoltre, dal punto di vista tecnico, una comunità (di riferimento) non dovrebbe necessitare di un adeguamento specifico, o all’occorrenza solo di minima entità, per l'integrazione delle diverse eID, a maggior ragione poiché è stata standardizzata la comunicazione con l'Identity Provider (IDP) tramite definizione di vincoli nell'ambito della prima revisione dell'allegato 8 OCIP-DFI.

Ultima modifica 01.03.2021